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Carenza di RSA in Puglia, emergenza anziani

Il divario Nord-Sud si manifesta, la Puglia si confronta con un deficit di posti letto e una pressione crescente sul sistema sanitario.

Nelle strutture destinate all’assistenza agli anziani, la Puglia mostra un marcato deficit di posti letto, mettendo a rischio l’assistenza qualificata per numerosi senior. Perruggini, esperto del settore, sottolinea come la situazione sia critica.

Analizzando le differenze regionali, notiamo come il nord Italia, in particolare l’Emilia Romagna, possieda una capacità di accoglienza significativamente maggiore rispetto al sud. Mentre regioni come la Lombardia sono in grado di garantire 3,8 posti letto ogni cento anziani, nel sud questo rapporto scende a 1,2, con il centro leggermente superiore. In particolare, la Puglia si distingue negativamente nonostante un’accelerata tendenza all’invecchiamento della sua popolazione

Antonio Perruggini, a capo dell’associazione Welfare a Levante e autore del libro “Il delitto perfetto”, descrive un sistema sull’orlo della crisi. Secondo lui, le continue riunioni al livello regionale non stanno producendo soluzioni efficaci. Una significativa sfida è l‘ostacolo burocratico nell’assegnazione di nuovi posti letto, che impedisce lo sviluppo del settore e nega a molti anziani un’assistenza adeguata.

Perruggini evidenzia come il 90% della capacità assistenziale sia esclusa dal sistema attuale, una situazione che ha radici in una legge regionale del 2006. Nel suo libro, propone soluzioni che integrano l’assistenza in strutture come le RSA con servizi domiciliari. La visione di Perruggini è chiara: è fondamentale cambiare l’approccio all’assistenza, privilegiando l’assistenza domiciliare e strutture diurne come alternative all’ospitalizzazione.

Il sud Italia, e la Puglia in particolare, necessitano di un’attenzione urgente in questo ambito. L’attuale carenza comporta costi maggiori per l’intera comunità, con ospedalizzazioni frequenti e onerose. Perruggini sottolinea che la vera sfida è sistemica, legata a visione e cultura.

L‘Italia, con le sue 20 regioni, presenta 20 modelli di gestione differenti a causa delle competenze delegate alle Regioni, rendendo la situazione ancor più complessa.

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