Una coppia di conviventi, un uomo di 32 anni e una donna di 24, figlia di un anziano disabile, sono stati accusati di aver maltrattato lo stesso e di essersi appropriati dei suoi soldi (provenienti dal reddito di cittadinanza e dalla pensione di invalidità), per un totale di circa 20.000 euro. La Procura aveva richiesto per loro quattro anni di reclusione per maltrattamenti, ma l’accusa di rapina non è stata ritenuta valida e al termine del processo, tenuto dal tribunale di Lecce sotto la presidenza della giudice Annalisa De Benedictis, la coppia è stata assolta. Durante il processo, la loro difesa è stata sostenuta dalla testimonianza di un’assistente sociale.
L’accusa sosteneva che, tra dicembre 2020 e giugno 2021, la coppia mentre coabitavano, avrebbe abusato fisicamente e verbalmente dell’anziano. Sosteneva che l’anziano venisse picchiato, insultato sulla sua disabilità, oltre che privato del suo denaro. Successivamente, per questo, l’anziano avrebbe lasciato casa, rifugiandosi in una parrocchia, e in seguito avrebbe denunciato i due ai carabinieri.
Durante l’indagine, alla coppia era stato imposto l’obbligo di allontanarsi dalla casa e di non avvicinarsi al maltrattato, misure che sono state revocate dopo il verdetto di assoluzione.