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L’europarlamentare Gemma in visita a Matino e Sternatia

Doppio convegno per l'europarlamentare di FdI

A Matino e Sternatia la visita, sabato e domenica, dell’europarlamentare pugliese Chiara Gemma. Due visite che sono culminate in altrettanti incontri sulla disabilità, da sempre un tema particolarmente seguito dall’europarlamentare. “Potrà sembrare provocatorio ma ho sempre pensato che nella disabilità ci possano essere delle opportunità, perché può trasformare il limite in occasioni di riscatto per sé stessi e per gli altri. Significa accettare e scavare dentro la propria anima. Significa, come afferma il pilastro europeo dei diritti sociali e il Manifesto del Forum europeo che abbiamo definito a Bruxelles a maggio scorso durante appunto il Forum della disabilità, raggiungere l’obiettivo principale che ci siamo prefissi: mettere la persona al centro”. Con queste parole Chiara Gemma, europarlamentare di Fdi – Ecr, ha introdotto il tema negli incontri che ha tenuto a Matino e a Sternatia, due convegni per evidenziare tutti i problemi irrisolti per la tutela dei diversamente abili, delle persone con bisogni speciali e delle fasce deboli.

“Sono tutte opportunità che in fondo sono alla base di ogni scelta e che rispondono alle tante problematiche che vivono le famiglie e che in fondo viviamo tutti noi nella quotidianità: i ritardi, i rinvii, la sordità delle istituzioni, i diritti negati. Le conosciamo bene. E avvengono solo perché non riusciamo a porre la persona al centro – ha proseguito Gemma – mettere la persona al centro significa dare spazio all’incontro, perché la dimensione dell’incontro è il riconoscimento dell’altro come persona. Esperienza che pone in relazione la propria identità con la diversità dell’altro, conoscerne l’opposto, condividere la reciprocità. Allo stesso modo è fondamentale l’impegno, che può rappresentare un obbligo verso un’altra persona o verso un gruppo di persone, ma può significare anche un dovere, una responsabilità, un onere, una promessa, un legame. Prendere impegno con l’altro significa evocare, pochi attimi prima di assumerlo, la parola contraria: indifferenza. Ci aiuterebbe a stabilire il suo giusto valore. Quindi l’inclusione, il sentirsi accolti, accettati, il sentirsi parte di un insieme che si traduce e si lega a quel senso di appartenenza a qualcosa, a qualcuno, a un ambiente che ci circonda e che ci fa sentire a proprio agio, non fuori luogo, non indesiderati. Uno scambio di positive energie che quindi si incontrano e si impegnano, l’uno verso l’altro. L’inclusione è tutta qui. Incontro, impegno e inclusione sono quindi i tre punti cardine che possono creare opportunità a chi vive la disabilità”, ha concluso l’europarlamentare.

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