Dopo aver trascorso un periodo di detenzione, Emiliano Vergine, 46enne di Trepuzzi ma residente a Squinzano, accusato di stalking e violenza sessuale nei confronti della sua ex compagna, è risultato essere innocente.
L’arresto e la successiva detenzione domiciliare sono stati il risultato di un’accusa che pareva seguire il tragico schema di molti altri casi di violenza domestica: presunti atti di pedinamento, messaggi incessanti e fastidiosi, minacce di morte, e due episodi di presunta violenza sessuale.
Durante il processo, però, Vergine ha proclamato la sua innocenza. Ha sostenuto di aver ripreso la relazione in modo consensuale, pur ammettendo alcuni disaccordi relativi alla loro figlia minorenne. La difesa ha presentato delle prove, tra cui screenshot di conversazioni WhatsApp che hanno rivelato una dinamica relazionale diversa da quella descritta inizialmente.
Le indagini approfondite sulla loro corrispondenza tra luglio e settembre 2023 hanno svelato una realtà più complessa e ambigua, portando la Procura a riconsiderare il caso. La giudice Anna Paola Capano, allineandosi con la richiesta del pm di udienza Alberto Santacatterina, ha assolto Vergine per non aver commesso il fatto, mettendo in dubbio le accuse di stalking e violenza sessuale.
Anche l’accusa di violenza sessuale è stata messa in discussione. La prima denuncia menzionava solo un episodio, senza specificare date, mentre non si faceva riferimento a un secondo episodio presumibilmente avvenuto in una Spa.
Vergine, liberato, non si esclude la possibilità che la sua avvocata, Rita Ciccarese, possa richiedere un risarcimento per la detenzione ingiustificata.