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Cinghiate e ceffoni a moglie e figlio: condannato a tre anni di carcere per maltrattamenti familiari

La vicenda ha visto come protagonista un marocchino di 57 anni residente da tempo a Leverano

Un uomo di 57 anni, originario del Marocco ma residente in Italia da molti anni, è stato prelevato ieri dalla sua casa a Leverano dai carabinieri e trasferito nel carcere di Borgo San Nicola, a Lecce. Questa conclusione segna la fine di un tormentato periodo legato a maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e altri reati, che hanno visto vittime la moglie e il figlio minorenne.

I fatti, risalenti al periodo tra il 2013 e il 2016, sono stati caratterizzati da un clima di terrore domestico. La moglie e il figlio hanno vissuto un’esperienza fatta di umiliazioni e punizioni fisiche, comprese percosse con la cintura, spesso inflitte con qualsiasi pretesto e accompagnate da insulti degradanti.

Dopo anni di sopportazione, la moglie ha infine deciso di porre fine alla situazione, lasciando l’Italia per tornare in Marocco e ottenere il divorzio. Questo ha segnato l’inizio di un processo di denuncia e indagine che ha portato alla condanna definitiva dell’uomo nel 2020.

Nonostante il suo avvocato abbia presentato varie richieste di misure alternative alla detenzione, come l’affidamento ai servizi sociali o la semilibertà, tutte sono state rigettate. Ora l’uomo deve scontare tre anni di carcere per i suoi crimini.

Questa conclusione, se da un lato rappresenta un passo verso la giustizia per le vittime, dall’altro sottolinea l’importanza di riconoscere e affrontare i casi di violenza domestica, garantendo che gli autori di tali atti siano tenuti responsabili delle loro azioni.

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