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Richiesta di rinvio a giudizio nell’operazione “Stealth” coinvolge 38 individui

Mafia, droga e attentati incendiari tra i capi di imputazione che coinvolgono i protagonisti

tribunale

Una richiesta di rinvio a giudizio è giunta nell’ambito dell’inchiesta denominata “Stealth”, focalizzata su un’associazione mafiosa e un’organizzazione principalmente dedicata al traffico di droga. Al vertice di queste attività, secondo gli inquirenti, si trovava Fernando Nocera, noto come “zio” o “vecchio”, residente a Lecce.

Oltre al 67enne Nocera, la sostituta procuratrice della direzione distrettuale antimafia di Lecce, Giovanna Cannarile, e il collega della Procura ordinaria, Alessandro Prontera, hanno richiesto il processo per altre 37 persone.

Tra queste figurano parenti e affiliati di Nocera, insieme a individui di diverse località del Salento. L’istanza sarà discussa nell’udienza preliminare fissata per il prossimo 3 maggio davanti alla giudice Maria Francesca Mariano, nell’aula bunker del carcere di Lecce.

Alcune posizioni sono state stralciate dal procedimento: Mirko Attanasio, conosciuto come “Scarpuzza”, Giammarco Zecca, detto “Baida”, e Alessandro Simmini. Attanasio e Zecca avevano già avanzato richiesta di patteggiamento, mentre Simmini è attualmente irrintracciabile.

L’elenco dei coinvolti comprende una vasta gamma di età e professioni, con residenze sparse in varie città del Salento. La richiesta di rinvio a giudizio dimostra l’impegno delle autorità nella lotta contro il crimine organizzato nella regione, un passo significativo verso la ricerca di giustizia e il mantenimento della sicurezza pubblica.

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