A Lecce, evento che poteva essere drammatico ha avuto un esito sorprendentemente positivo grazie all’efficace intervento di solidarietà e professionalità. Una donna di 61 anni, dopo aver ingerito una dose letale di farmaci, è stata salvata da un rapido intervento congiunto delle forze dell’ordine e del personale medico.
La vicenda ha avuto inizio con una telefonata allarmante alla Sala Operativa della Questura di Lecce. Un medico, precedentemente responsabile del percorso terapeutico della donna, ha segnalato il gesto estremo da lei compiuto: l’ingestione di 240 compresse. Nonostante i tentativi del medico di ricontattare la donna, il silenzio seguito alla comunicazione ha sollevato preoccupazioni immediate.
L’informazione cruciale che ha scatenato l’azione immediata è stata il rischio di arresto cardiaco imminente. Ogni momento era cruciale.
Gli operatori della sala operativa, utilizzando solo il nome e il numero di telefono della donna, sono riusciti a localizzare il suo possibile domicilio. La pattuglia inviata ha confermato la residenza della donna grazie all’aiuto di un vicino.
La situazione ha richiesto misure eccezionali: gli agenti, di fronte all’urgenza, hanno superato la recinzione del giardino e sono entrati nell’abitazione attraverso una finestra fortunatamente aperta. Hanno trovato la donna in stato di incoscienza ma viva, sul suo letto.
Contemporaneamente, era stata inviata un’ambulanza del 118. Dopo la somministrazione delle prime cure, la donna è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Fazzi in codice rosso. Il tempestivo e coordinato intervento delle forze dell’ordine e dei sanitari ha giocato un ruolo fondamentale nel salvare la vita della donna.