Venticinque dipendenti dell’Ufficio Provinciale Scolastico di Lecce, dovranno prestare servizio di volontariato per sei mesi, in seguito all’accusa di truffa per essersi assentati dal posto di lavoro per motivi personali. La prossima udienza, fissata per il 14 gennaio 2025, valuterà l’effettiva buona riuscita dei percorsi di volontariato intrapresi. Se i dipendenti riusciranno a completare positivamente il percorso, la sentenza sarà di non luogo a procedere e il reato di truffa sarà dichiarato estinto. In quella stessa data, si discuterà anche il processo abbreviato per altri tre dipendenti, già in pensione, coinvolti nella stessa inchiesta.
Le indagini, coordinate dal pm Maria Consolata Moschettini e condotte dai carabinieri della Stazione di Lecce Principale, hanno monitorato i movimenti dei dipendenti da febbraio a marzo del 2020. Gli investigatori hanno utilizzato tecniche di controllo tradizionali e moderne, come appostamenti, pedinamenti e riprese video, per documentare le frequenti assenze dei dipendenti, spesso di pochi minuti, dal posto di lavoro.
Secondo l’accusa, i dipendenti si allontanavano per fumare una sigaretta, prendere un caffè al bar o fare la spesa nel supermercato sotto la sede di via Cicolella. Queste assenze, anche se di breve durata, non venivano segnate sul tesserino di presenza, configurando così il reato di truffa.
L’inchiesta è partita grazie a una segnalazione interna, una “gola profonda” all’interno del Provveditorato, che ha denunciato le brevi assenze dei colleghi. Questo ha portato a un’indagine approfondita che ha rilevato le irregolarità nel comportamento dei dipendenti, ritenute sufficienti per contestare il reato di truffa.
Nel frattempo, tutti gli imputati hanno risarcito il danno causato dalle loro assenze. Le cifre risarcite sono risultate irrisorie, poiché le assenze erano di pochi minuti, ma questo è stato sufficiente per chiudere la questione dal punto di vista economico.