Per quasi 14 anni ha mantenuto un comportamento autoritario e dispotico nei confronti della compagna. Quando la donna ha deciso di porre fine alla relazione, lui ha iniziato a minacciarla e tormentarla con telefonate, arrivando a quasi 100 in un solo giorno. M.I., un 35enne di Lecce, è stato condannato a 2 anni e 9 mesi di reclusione per maltrattamenti in famiglia e stalking, rispetto ai 4 anni richiesti dall’accusa.
Le denunce della donna, presentate al pm Luigi Mastroniani, hanno rivelato un quadro di violenze e abusi iniziati nel 2010, quando la coppia ha iniziato la convivenza. Per quasi 14 anni, il 35enne ha mantenuto atteggiamenti minacciosi e aggressivi nei confronti della compagna e del figlio disabile.
Questi comportamenti hanno portato il Tribunale dei Minori a sospendere la sua responsabilità genitoriale e vietargli incontri con il figlio. Quando non riusciva a contattare fisicamente l’ex compagna, M.I. la tormentava al telefono. Il 17 aprile 2023, da un numero sconosciuto, ha effettuato fino a 95 telefonate. Nei mesi successivi, altri episodi di minacce e intrusioni in casa si sono verificati, culminando il 14 novembre con un grave episodio vicino alla scuola del figlio. M.I. ha minacciato la donna, sferrando calci contro la portiera dell’auto, costringendola a rifugiarsi all’interno della scuola per chiedere aiuto.
La situazione è rapidamente degenerata, costringendo le forze dell’ordine ad intervenire. M.I. è stato arrestato in Abruzzo e portato nel carcere di Teramo, dove è tuttora detenuto. La sentenza include anche una provvisionale di 5.000 euro a favore della parte civile, assistita dall’avvocato Fabio Corvino.