Le recenti dichiarazioni del ministro Gilberto Pichetto Fratin, favorevole alla realizzazione di impianti nucleari e alla sperimentazione nel settore, preoccupano profondamente i vertici regionali della Puglia. Durante un forum sulla transizione energetica a Manduria, queste affermazioni hanno sollevato preoccupazioni tra i rappresentanti della regione, fortemente contrari a tali sviluppi.
Il governo regionale pugliese si è già opposto con determinazione alla designazione di siti idonei per le scorie nucleari, tra cui Gravina in Puglia, Altamura e Laterza. Attraverso un ampio dossier inviato al Ministero dell’Ambiente, contenente documenti, delibere e osservazioni sui rischi sanitari, economici e ambientali, la Puglia ha espresso chiaramente la sua contrarietà.
Negli ultimi anni, la Puglia ha investito significativamente nelle energie rinnovabili. Oggi è la seconda regione italiana per produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e la prima per lo sviluppo di energia eolica. Grazie agli investimenti in ricerca e sperimentazione, è diventata anche un hub per la produzione di idrogeno, come sottolineato dall’assessore Delli Noci. Tuttavia, la regione ospita anche la più grande acciaieria d’Italia, una fonte di inquinamento e rischio per la salute pubblica.
La Puglia ha risposto a questi problemi avviando un processo di decarbonizzazione, che mira a bilanciare l’economia, la tutela dei posti di lavoro e la salute dei cittadini. “È ingiusto e irrispettoso utilizzare il nostro territorio per la costruzione di siti di stoccaggio di scorie nucleari,” afferma Triggiani.
Il nuovo Piano Energetico Regionale Ambientale (PEAR), di prossima approvazione, esclude chiaramente il nucleare. Inoltre, la regione intende costituire un tavolo tecnico con enti di ricerca e università per monitorare e agire coerentemente sul tema del nucleare. L’obiettivo è rendere la Puglia una regione green, con impianti innovativi da fonti di energia pulita, escludendo la gestione di rifiuti radioattivi.