L’iter per l’installazione degli autovelox, 16 in tutto, ha avuto inizio nel 2020, quando diverse amministrazioni locali hanno presentato una richiesta per l’installazione di dispositivi fissi di rilevamento della velocità.
L’obiettivo principale di questi impianti è ridurre il numero di incidenti lungo questo tratto di strada, dove si è registrata una significativa frequenza di sinistri, anche mortali. Secondo Donato Zacheo, comandante della polizia municipale di Lecce, i cartelli di avviso degli autovelox sono stati posizionati a 450 e 200 metri di distanza dai dispositivi, e le apparecchiature sono state omologate e approvate, come previsto dalle normative nazionali.
Nonostante ciò, molti automobilisti hanno espresso il loro dissenso, sostenendo che questi dispositivi siano installati più per scopi finanziari che per migliorare la sicurezza stradale. Le app di navigazione, come Waze, vengono spesso utilizzate per segnalare la presenza di autovelox, e alcuni conducenti frenano bruscamente a pochi metri dal dispositivo per evitare di essere multati, con conseguenze potenzialmente pericolose per il traffico.
Un recente sviluppo legale, con una sentenza della Corte di Cassazione, ha messo in discussione la validità delle multe emesse da autovelox non correttamente omologati dal Ministero dei Trasporti, sollevando così una serie di ricorsi in tutta Italia. Tuttavia, la polizia municipale di Lecce assicura che gli impianti locali sono conformi alle norme vigenti e che le sanzioni emesse saranno valide.