Tre uomini di origine bulgara hanno ottenuto una riduzione della pena nell’ambito di un’indagine che ha coinvolto 22 persone accusate di sfruttamento della prostituzione.
Mariyanov Marchelo Chakarov, 30 anni, Andrianov Galin Iliev, 35 anni, e Kamenov Pepi Milchev, 32 anni, hanno patteggiato una condanna a due anni e dieci mesi di reclusione e il pagamento di una multa di 2.200 euro. I tre, coinvolti nella maxi inchiesta che il 12 marzo scorso portò all’arresto di 22 persone, erano stati posti agli arresti domiciliari lo scorso agosto, grazie alla richiesta di rito abbreviato presentata dai loro legali.
Il ruolo degli accusati
Secondo l’accusa, Chakarov avrebbe gestito alcune abitazioni tra Mesagne, Ugento e Galatina, luoghi dove si svolgeva l’attività di prostituzione, affittandole esclusivamente a Iliev in cambio di un compenso settimanale di 300 euro. Iliev, a sua volta, avrebbe accompagnato personalmente due donne nei luoghi dove esercitavano la prostituzione.
Kamenov Pepi Milchev, invece, sarebbe stato responsabile del reclutamento di due donne, convincendole a venire in Italia. Una volta arrivate, avrebbe facilitato la loro attività di prostituzione e avrebbe ricevuto una parte dei guadagni.
Il processo e la sentenza
La sentenza è stata emessa nei giorni scorsi dal tribunale di Lecce, sotto la guida della giudice Giulia Proto. Il patteggiamento ha permesso agli imputati di ottenere una riduzione della pena, evitando un processo più lungo. Gli avvocati difensori, Raffaele Benfatto, Ladislao Massari, Benedetto Scippa e Pasquale Scorrano, hanno presentato l’istanza per il rito abbreviato, contribuendo a questa soluzione.
La maxi inchiesta rappresenta una delle operazioni più ampie condotte dalle forze dell’ordine nel contrasto al fenomeno dello sfruttamento della prostituzione nel sud Italia.