Il tribunale di Benevento ha deciso di aggravare le misure cautelari per Giovanni Vetrone, cardiologo 60enne, e Antonio Zito, viceprocuratore onorario di 58 anni. I due, già agli arresti domiciliari per violenze sessuali su pazienti, sono stati trasferiti in carcere a seguito di nuove accuse emerse durante le indagini.
Le autorità giudiziarie, su disposizione del gip del tribunale di Benevento, hanno emesso un nuovo mandato di custodia cautelare nei confronti degli indagati. Questa misura più grave è stata eseguita dalla Guardia di Finanza di Lecce, in collaborazione con il Nucleo di polizia economico-finanziaria, dopo che la procura ha raccolto ulteriori prove di violenze sessuali di gruppo. Vetrone e Zito sono accusati di aver abusato sessualmente di pazienti durante visite mediche e di aver esercitato la professione medica in maniera illegale.
Nuove accuse e dinamiche dei reati
Inizialmente, nel giugno scorso, erano stati posti ai domiciliari per alcune condotte illecite già documentate, ma le recenti indagini hanno fatto emergere nuovi casi. Zito e Vetrone sono accusati di ulteriori episodi di violenza sessuale ai danni di altre pazienti, aggravati dal fatto che i reati siano stati commessi nell’esercizio delle loro funzioni di pubblico ufficiale.
Le indagini, condotte dalla procura di Benevento, hanno rivelato che i due uomini videoregistravano le loro vittime e successivamente condividevano i contenuti tra di loro. L’ex cardiologo, in particolare, è sospettato di aver diffuso materiale video esplicito, registrato anche in contesto ospedaliero, in cui riprendeva le pazienti ignare.
Materiale informatico sequestrato
Una delle prove decisive contro i due indagati deriva dall’analisi di supporti informatici sequestrati durante una perquisizione. I dispositivi, tra cui computer e telefoni, contenevano evidenze delle violenze e delle molestie, permettendo agli inquirenti di identificare le vittime. Quest’ultime, dopo essere state ascoltate in ambiente protetto, hanno deciso in gran parte di presentare querela.
Il materiale raccolto ha dimostrato come Vetrone e Zito fossero inclini a compiere ripetutamente atti criminali della stessa gravità, portando la procura a richiedere una misura cautelare più severa. Questa richiesta è stata accolta dal giudice, che ha ritenuto necessario il trasferimento in carcere per evitare il rischio di ulteriori reati.
Difesa e prossimi sviluppi
Entrambi gli indagati sono difesi dagli avvocati Nico Salomone e Umberto Del Basso De Caro, che hanno seguito il caso sin dal principio. Al momento, la difesa si prepara a contestare le accuse emerse dalle nuove prove e a richiedere una revisione delle misure cautelari. Tuttavia, il quadro accusatorio sembra destinato a consolidarsi ulteriormente, dato il crescente numero di testimonianze e le prove raccolte.
La vicenda continua a destare scalpore e preoccupazione, poiché i fatti coinvolgono figure di rilievo come un medico e un ex viceprocuratore, aumentando il senso di tradimento della fiducia riposta in queste professioni. Le indagini sono ancora in corso, e ulteriori dettagli potrebbero emergere nei prossimi mesi.