Vito Grassi, 29enne di Triggiano, era latitante dal 14 settembre ed è stato arrestato oggi in un casolare abbandonato a Grumo Appula, in provincia di Bari. Le forze dell’ordine hanno individuato il fuggitivo dopo lunghi appostamenti, bloccandolo insieme alla moglie, con la quale si era rifugiato. All’operazione hanno preso parte i carabinieri, la polizia e il nucleo investigativo della polizia penitenziaria. Grassi non ha opposto resistenza all’arresto.
L’evasione di Vito Grassi è avvenuta due domeniche fa dal carcere di Lecce, dove era detenuto dall’agosto scorso per una condanna per rapina a mano armata. Le autorità sospettano che l’evasione sia stata pianificata con l’aiuto di un complice esterno, che avrebbe supportato Grassi nel raggiungere la provincia di Bari. Questa pista è attualmente sotto indagine per verificare il coinvolgimento di terze persone.
Dopo dieci giorni di fuga, Grassi è stato riconsegnato al carcere di Lecce, dove sarà interrogato dagli investigatori per chiarire i dettagli della sua fuga. L’obiettivo è scoprire eventuali collaboratori e fare luce su tutte le fasi della sua latitanza. Le indagini si concentrano anche sulla possibile presenza di ulteriori nascondigli o di una rete di supporto che avrebbe potuto aiutarlo.
Grassi, arrestato per la prima volta nel dicembre 2019, stava scontando una pena per rapina a mano armata quando è riuscito a fuggire dalla struttura penitenziaria. La sua recente evasione ha sollevato interrogativi sulla sicurezza del carcere di Lecce e sulle modalità con cui è riuscito a evadere.