Un pensionato di 68 anni è stato denunciato all’autorità giudiziaria con l’accusa di aver catturato e ucciso numerosi gatti nella sua zona, utilizzando trappole per poi impiccarli. Le indagini condotte dalle Guardie Zoofile di Lecce hanno rivelato che il numero di gatti uccisi potrebbe essere di gran lunga superiore rispetto a quello inizialmente stimato, ovvero una decina. La scoperta è stata possibile grazie alle numerose segnalazioni dei residenti riguardanti inspiegabili sparizioni di animali già a partire dal maggio scorso.
Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe installato una gabbia trappola nel proprio giardino, attirando i gatti con bocconcini per animali. Una volta intrappolati, li torturava e successivamente li impiccava utilizzando una corda. Questa crudele pratica sarebbe stata motivata dalla presunta fastidiosa presenza di troppi gatti nella zona in cui viveva il pensionato.
Nonostante la sensibilizzazione crescente verso i diritti degli animali, questi episodi siano spesso considerati di serie B, mentre invece dovrebbero suscitare maggiore attenzione. Secondo l’esperto, esistono chiari collegamenti tra il maltrattamento degli animali e le condotte antisociali, deviate e violente verso soggetti vulnerabili. Questo tipo di crudeltà può rappresentare una sorta di “preparazione” che potrebbe poi sfociare in violenze rivolte contro gli esseri umani. Trovatello ha evidenziato come questa escalation, se non affrontata, possa trasformarsi in un vero e proprio allarme sociale che coinvolge l’intera comunità.