In Puglia in “nero” il 17,6% del valore aggiunto prodotto

La Cgia di Mestre ha mappato, per regione, il fenomeno dell'economia illegale e nascosta al fisco. In tutta Italia sfuggono 192 miliardi l'anno

guardia di finanza

In Puglia oltre 5 miliardi di euro di economia non osservata in un anno. Pari all’8,4% dell’economia ufficialmente prodotta nell’isola. La stima, riferita al 2021, pone la Puglia sul terzo gradino del podio della non invidiabile classifica, dietro Calabria e Campania nel rapporto con l’economia ufficiale.

A stilare la classifica dell’economia sommersa, suddivisa per regioni, è la Cgia di Mestre. Che sulla base dei dati Istat stima per il 2021, l’ultimo anno di cui sono disponibili i dati sul fenomeno dell’illegalità, calcola in oltre 192 miliardi di euro il valore dell’economia sommersa in Italia, pari all’11,7% di quella ufficiale. Con il Sud e le Isole che contribuiscono a questa non invidiabile quota per il 17,2%.

La Puglia risulta una delle regioni dove questo fenomeno cala più lentamente: il “nero” è sceso solo dello 0,7% negli ultimi due anni presi a riferimento.

La Cgia di Mestre valuta positivi ai fini della riduzione dell’economia nascosta l’applicazione della cosiddetta compliance, l’introduzione della fatturazione elettronica e l’obbligo dell’invio
telematico dei corrispettivi. Positivi anche gli effetti dello split payment in capo a chi lavora con la Pubblica Amministrazione e del reverse charg8 per le aziende che operano, in particolare, nel settore delle costruzioni.

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