Otto indagati per la morte di una paziente durante la chemioterapia a Lecce

Otto indagati tra medici e infermieri per la morte di una paziente durante una seduta di chemioterapia all’ospedale Vito Fazzi di Lecce

Sono stati avviati accertamenti sulla morte di una donna di 77 anni avvenuta durante la prima seduta di chemioterapia presso l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Otto tra medici e infermieri sono ora indagati nell’ambito di un’inchiesta per omicidio colposo e responsabilità colposa in ambito sanitario. La vicenda è stata denunciata dalla figlia della vittima, che ha riferito di essere stata presente durante il drammatico episodio.

La paziente, originaria del Basso Salento, ha manifestato problemi respiratori dopo meno di un’ora dall’inizio del trattamento chemioterapico, costringendo il personale a sospendere la terapia e a somministrare una puntura di cortisone. La figlia, che era rimasta sola con la madre, ha notato un peggioramento delle sue condizioni e ha chiesto aiuto al personale ospedaliero, che le avrebbe chiesto di uscire dalla stanza.

Secondo la denuncia presentata tramite l’avvocato Dario Paiano, uno degli operatori avrebbe chiesto assistenza a un collega per trovare un medico rianimatore. Solo dopo 20-30 minuti, sarebbe arrivato un uomo con una valigetta contenente presumibilmente un defibrillatore, ma ogni tentativo di rianimazione è risultato vano. L’inchiesta mira a chiarire se i protocolli medici siano stati rispettati e se vi siano state eventuali responsabilità da parte del personale sanitario coinvolto.

Il pubblico ministero Alessandro Prontera ha affidato l’autopsia al medico legale Roberto Vaglio e al dottor Silvio Colonna, esperto in anestesia e rianimazione. Sarà fondamentale determinare se i trattamenti diagnostici e terapeutici somministrati alla paziente siano stati appropriati.

La famiglia della vittima e gli indagati hanno nominato i propri consulenti di parte. La figlia della 77enne ha scelto il medico Marcello Invidia, mentre gli indagati saranno assistiti dai medici Alberto Tortorella e Vincenzo Garzia, rappresentati dai rispettivi avvocati.

L’indagine sarà cruciale per stabilire eventuali responsabilità e portare chiarezza su quanto accaduto in quella drammatica giornata.

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