Seconda fase dell’operazione “Stone Waste” nel gallipolino: sequestrata cava abusiva e denunciato il responsabile

Seconda fase dell'operazione “Stone Waste” contro abusi estrattivi a Gallipoli

Carabinieri Forestali e le autorità locali hanno avviato la seconda fase dell’operazione “Stone Waste”, un’azione mirata a contrastare le irregolarità nel settore estrattivo.

Questa fase, denominata “Stone Waste 2”, ha portato all’accertamento di numerosi illeciti in un’area di cava situata in contrada “Mater Gratiae”, dove avveniva l’estrazione di materiali lapidei senza le necessarie autorizzazioni. L’operazione, coordinata dai Carabinieri e dalle autorità regionali, si è basata su un innovativo sistema di sorveglianza che ha incluso l’impiego di droni e di un elicottero AW169 di recente acquisizione.

Le indagini hanno interessato una cava parte di un vasto comprensorio estrattivo già ispezionato nella prima fase di “Stone Waste” e hanno rivelato attività di estrazione in assenza delle autorizzazioni rilasciate dalla Regione Puglia. Nonostante un’ordinanza di sospensione, l’attività proseguiva, con un significativo impatto ambientale sull’area circostante.

Di conseguenza, è stato disposto il sequestro preventivo della cava e dei materiali estratti. Sigilli sono stati apposti a 70 blocchi di pietra pronti per il trasporto e ai macchinari utilizzati per l’estrazione e il taglio dei blocchi, tra cui una pala meccanica cingolata e i locali adibiti a segheria. Inoltre, è stato riscontrato che i liquidi lubrificanti impiegati durante la lavorazione venivano sversati nel terreno senza misure di filtrazione o contenimento, con il rischio di contaminazione del sottosuolo.

La denuncia è stata inoltrata alla Procura della Repubblica di Lecce contro il proprietario e il gestore della cava per gravi violazioni ambientali e di sicurezza. Le accuse includono gestione illecita dei rifiuti derivanti dalle attività estrattive, inquinamento ambientale in area soggetta a vincoli paesaggistici, idrogeologici e culturali per la vicinanza a un edificio storico, mancata nomina di un direttore responsabile di cava e assenza della documentazione sulla sicurezza e stabilità dei fronti di cava, come previsto dalle normative vigenti.

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