Nel giorno dei funerali di Anna Caroppo, travolta e uccisa da un’auto pirata alla periferia di Minervino di Lecce, suo marito Antonio Campa, ha lanciato un accorato appello: “Se ha un cuore, una coscienza, deve andare dai carabinieri e costituirsi”, ha detto con voce spezzata dal dolore. L’incidente è avvenuto lunedì scorso e l’automobilista, anziché fermarsi e prestare soccorso, si è dileguato.
Campa ha raccontato i drammatici momenti precedenti all’incidente. La coppia aveva lasciato la propria auto in panne poco fuori Giuggianello e aveva deciso di proseguire a piedi per tornare a casa a Minervino, distante poco più di un chilometro. Nonostante avessero atteso l’amico chiamato per assistenza, la scelta di camminare sembrava più rapida data la visibilità ancora sufficiente sulla strada. “Camminavamo, uno dietro l’altro, sul ciglio della strada”, ha spiegato Campa, ricordando il rumore sordo che ha segnato il momento fatale. “Ho sentito un tonfo e subito dopo ho trovato mia moglie agonizzante. Non mi ero reso conto di nulla. Dico solo che era impossibile che l’automobilista non ci abbia visto. È senza cuore”.
Le indagini in corso da parte dei carabinieri, basate sui pezzi di carrozzeria trovati sul luogo dell’incidente, suggeriscono che il veicolo responsabile possa essere un’utilitaria di colore scuro. La comunità attende con ansia sviluppi su chi sia il responsabile di questo tragico evento, sperando che l’appello di Campa e il peso delle indagini portino presto a una svolta.