Le accuse di circonvenzione d’incapace, truffa e furto aggravato contro una delle figlie del medico leccese, già primario in neurochirurgia, non hanno trovato riscontri sufficienti a procedere. Secondo la gip Anna Paola Capano, che ha rigettato l’opposizione presentata dall’avvocato Mauro Margarito, gli elementi raccolti durante le indagini bancarie non hanno configurato reati a carico della donna. La decisione ha confermato la richiesta di archiviazione formulata dalla pm Donatina Buffelli.
La figlia dell’anziano era stata accusata di aver somministrato farmaci al padre, senza necessità medica, per manipolare le sue capacità decisionali. Questo avrebbe portato l’uomo a firmare un testamento pubblico in favore della donna, donandole i risparmi di una vita, pari a circa 700mila euro. Tuttavia, l’analisi degli atti ha dimostrato che i farmaci erano prescritti regolarmente dal medico curante, su richiesta del paziente stesso.
Inoltre, il trasferimento dei 700mila euro è avvenuto quando l’uomo era pienamente capace di intendere e volere, con il diretto intervento presso uno studio notarile per ufficializzare il testamento.
Un’altra accusa riguardava un episodio di agosto 2023, in cui la donna sarebbe entrata nella casa dei genitori per sottrarre gioielli e denaro. Le indagini hanno chiarito che gli oggetti e le somme contestate erano di proprietà della figlia e custoditi dai genitori. La polizia, intervenuta sul posto, ha confermato la legittimità del possesso.
La gip ha evidenziato l’assenza di prove per sostenere le accuse, sottolineando che le indagini bancarie e le testimonianze raccolte non hanno evidenziato comportamenti illeciti da parte dell’indagata. La figlia, difesa dall’avvocato Francesco Vergine, sta ora valutando la possibilità di presentare denuncia per calunnia.