l giudice per le indagini preliminari (GIP) del tribunale dei minori di Lecce ha accolto la richiesta della procuratrice capo Simona Filoni, disponendo il giudizio immediato per il quindicenne fermato a ottobre con 14 bombe carta all’interno del suo zaino, all’interno di un liceo di Lecce. Il ragazzo, secondo le accuse, avrebbe dovuto vendere gli ordigni ad altri studenti in vista della festa di Halloween.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Luigi Covella, ha ora la possibilità di richiedere un rito alternativo, probabilmente optando per la messa alla prova, un percorso che consentirebbe al giovane di evitare la condanna e di conservare la fedina penale immacolata. Questo istituto giuridico prevede l’impegno in attività di volontariato per un determinato periodo, con una successiva valutazione del tribunale sull’esito della riabilitazione.
Il blitz dei carabinieri è avvenuto il 31 ottobre, su segnalazione della dirigente scolastica, preoccupata dalla possibile presenza di materiale esplosivo a scuola. Gli ordigni erano inizialmente nascosti in uno zaino, ma successivamente, dopo l’intervento delle forze dell’ordine, sono stati ritrovati abbandonati in una busta verde tra la vegetazione vicino all’ingresso secondario dell’istituto. Ogni bomba carta era dotata di miccia e pesava tra i 30 e i 50 grammi, con una quantità totale di polvere pirica che superava il mezzo chilo. Un’esplosione accidentale avrebbe potuto generare una reazione a catena con conseguenze gravissime per studenti e insegnanti.
L’inchiesta, dunque, non è ancora chiusa e potrebbero esserci nuovi provvedimenti a seguito delle analisi sui dispositivi elettronici.