La Corte di Cassazione ha confermato una condanna di 4 anni e 8 mesi di reclusione per un uomo accusato di atti sessuali con minorenne, in un caso che ha suscitato grande attenzione.
Le vittime, due gemelline, erano le figlie della compagna dell’imputato. La denuncia è partita dalla madre, che ha raccolto le confidenze delle ragazze, rivelando episodi inquietanti avvenuti nell’estate del 2018, quando l’uomo approfittava dell’assenza della convivente per agire.
Le indagini, avviate dalla Procura dei Minori, hanno visto le ragazzine confermare le accuse in presenza di una psicologa, rendendo il quadro probatorio solido. La difesa, rappresentata dall’avvocato Francesco Fasano, ha tentato di dimostrare l’innocenza dell’imputato, sostenendo che le accuse fossero frutto di una macchinazione. Tuttavia, la Corte ha rigettato il ricorso, confermando anche un risarcimento per le parti civili e imponendo all’imputato un’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni, evidenziando la gravità della situazione.