L‘8 marzo si celebra la Giornata internazionale della donna, un’occasione per ricordare le conquiste politiche, sociali ed economiche ottenute dalle donne nel corso della storia, ma anche le discriminazioni e le violenze ancora presenti in molte parti del mondo. Nonostante sia comunemente chiamata “festa”, questa ricorrenza ha un profondo valore simbolico e storico, che affonda le sue radici nei movimenti per i diritti delle lavoratrici e delle donne in generale.
In Europa, la ricorrenza venne introdotta nel 1910 durante il Congresso dell’Internazionale Socialista a Copenaghen, con l’obiettivo di promuovere il diritto di voto femminile e sostenere l’uguaglianza di genere. Austria, Danimarca, Germania e Svizzera furono i primi Paesi europei a celebrare ufficialmente la giornata nel 1911.
Nel 1914, per la prima volta, la celebrazione si svolse l’8 marzo, una data che divenne poi simbolica.
In Italia, la prima Giornata internazionale della donna venne celebrata il 22 marzo 1922, ma fu solo nel 1946 che venne introdotto il simbolo della mimosa, grazie all’iniziativa di Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei. La scelta ricadde su questo fiore perché fiorisce a marzo ed è economicamente accessibile. Inoltre, il colore giallo è stato associato alla rinascita e alla speranza, rappresentando perfettamente la forza e la resilienza delle donne.
Oggi, l’8 marzo non è solo un giorno di celebrazione, ma anche di riflessione sulla condizione femminile nel mondo. Nonostante i progressi ottenuti, persistono disparità salariali, discriminazioni e violenze di genere, che rendono questa ricorrenza ancora attuale e necessaria.