Le indagini condotte dagli agenti della Squadra Mobile hanno portato al rinvio a giudizio di Nicolò Tornese, accusato di spaccio di sostanze stupefacenti. L’inchiesta è partita da una perquisizione nella sua abitazione, durante la quale, grazie all’ausilio delle unità cinofile, hanno trovato cocaina, hashish e un ulteriore piccolo pezzo di stupefacente inferiore a un grammo. Gli agenti hanno inoltre rinvenuto un bilancino elettronico con tracce di droga, due telefoni cellulari utilizzati per i contatti con fornitori e clienti e una somma in contanti di 230 euro, ritenuta provento dell’attività illecita.
Dopo l’arresto, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, il 20enne, assistito dall’avvocato Giovanni Valentini, ha respinto ogni accusa davanti al giudice per le indagini preliminari Giulia Proto. Ha sostenuto che la droga fosse stata trovata nella stanza dei genitori e che il fratello facesse uso di stupefacenti, ipotizzando che il materiale sequestrato fosse destinato a consumo personale. Inoltre, ha giustificato la somma di denaro affermando che fosse stata prelevata dalla madre per la spesa.
Tuttavia, ulteriori accertamenti hanno rivelato che dal suo domicilio avrebbe continuato a spacciare con l’aiuto della madre. Per questo motivo, il giovane è stato nuovamente coinvolto in un’indagine per spaccio di droga.