A soli 14 anni, una ragazza ha condiviso con un ragazzo di cui si fidava alcuni video intimi, ignara del fatto che quelle immagini sarebbero rapidamente circolae nei gruppi delle chat. Questa esperienza traumatica l’ha portata a isolarsi, vivendo per mesi in uno stato di profonda depressione che ha influenzato negativamente anche il suo rendimento scolastico. Il responsabile di questo dramma è un ragazzo di 26 anni, residente in un comune del Salento, che ha approfittato della fiducia della ragazza per avviare una serie di ricatti a sfondo sessuale.
La giovane si era lasciata abbindolare da un rapporto di fiducia con il ragazzo, con il quale non aveva una vera e propria relazione sentimentale. Nel maggio del 2019, il giovane ha inviato un video intimo e ha esortato la ragazza a fare lo stesso, spingendola a registrare due brevi filmati. Ignara delle conseguenze, la ragazza accolse la sua richiesta. I genitori, venuti a conoscenza della situazione, hanno immediatamente sporto denuncia per fermare la diffusione dei video.
Di recente, è stato condannato a quattro anni di reclusione per pornografia minorile e ha ricevuto diverse pene accessorie, tra cui l’interdizione perpetua da ruoli che comportano la tutela e l’amministrazione di sostegno per minori, oltre a un divieto di accesso a scuole e strutture frequentate da ragazzi. La sentenza, emessa dalla prima sezione del tribunale di Lecce, prevede anche un risarcimento provvisionale di 15.000 euro a favore dei genitori della vittima, assistiti dall’avvocato Mario Coppola, mentre il danno complessivo sarà stabilito in sede civile. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni, e gli avvocati Luigi Covella e Claudio Mangia avranno la possibilità di presentare appello.