Un’inquietante vicenda di maltrattamenti su una bambina di 9 anni è emersa nel corso di un incidente probatorio svoltosi nei giorni scorsi. La minore ha raccontato di essere stata picchiata ripetutamente dalla madre, dal nonno e dallo zio, oltre a essere lasciata senza cibo e acqua per giorni. I fatti si sarebbero consumati in una casa del Salento, dove la piccola viveva con i nonni materni.
Secondo quanto riferito dalla bambina, le violenze iniziavano sin dal mattino, con la madre che la svegliava di soprassalto e appariva costantemente nervosa. Nel pomeriggio, la minore frequentava un doposcuola, mentre la madre usciva di casa pur non avendo un’occupazione. Quando era in famiglia, il clima era soffocante: il nonno e lo zio le intimavano di “non litigare”, ma poi partecipavano attivamente alle aggressioni. Schiaffi e pugni venivano inflitti sistematicamente, anche mentre i tre si alzavano da tavola.
A scuola, la bambina non ha mai raccontato nulla per timore di ritorsioni. Inoltre, le percosse avvenivano di venerdì, in modo che i segni scomparissero prima del ritorno in classe il lunedì. Un episodio particolarmente grave si è verificato quando uno dei tre familiari le avrebbe minacciato di aprirle la testa, arrivando persino a romperle gli occhiali.
Il maltrattamento più estremo è stato il digiuno forzato, imposto per un paio di giorni come punizione. Il motivo della “punizione” sarebbe stato un atto di ritorsione nei confronti della bambina, colpevole di aver parlato al telefono con una zia non gradita alla madre.
Le dichiarazioni della minore sono ora al vaglio degli inquirenti e fanno parte del fascicolo d’indagine. Il caso è in una fase delicata e potrebbe portare a sviluppi giudiziari significativi.