È in corso un’indagine giudiziaria a carico di un’insegnante di italiano di una scuola primaria di Presicce-Acquarica, accusata di abuso dei mezzi di correzione per presunti comportamenti vessatori nei confronti di un alunno di appena cinque anni.
Secondo quanto emerso, gli episodi contestati si sarebbero verificati tra ottobre 2024 e febbraio 2025. Il minore, in quel periodo, avrebbe manifestato evidenti difficoltà di inserimento nella classe, disagi concentrati esclusivamente durante le ore di lezione con l’insegnante di italiano, mentre risultava sereno con altri docenti. A causa delle presunte umiliazioni subite, la famiglia ha deciso di trasferirlo in un altro istituto in un comune vicino, per permettergli di ritrovare serenità e fiducia.
Tra le accuse principali, ci sono frasi offensive rivolte al bambino davanti ai compagni. In un’occasione, il bambino sarebbe stato isolato dal resto della classe, privato di lezioni e compiti, e lasciato da solo a pulire. In altre situazioni, le maestre di sostegno avrebbero cercato di allontanarlo dall’ambiente scolastico portandolo in biblioteca o in palestra. Al rientro in classe, però, il piccolo si trovava indietro rispetto agli altri e disorientato per non aver seguito la lezione.
La madre del bambino, nel suo racconto, ha evidenziato come il figlio abbia iniziato ad avere crisi di pianto e una forte paura di sbagliare, sentimenti che si sarebbero accentuati dopo che l’insegnante lo avrebbe scoraggiato. Un comportamento che, secondo i genitori, ha compromesso la serenità e lo sviluppo scolastico del bambino.
Nel frattempo, anche la scuola ha attivato un’istruttoria interna, avviata dalla dirigente scolastica per far luce sui fatti.
La vicenda ha riacceso il dibattito sull’importanza del benessere psicologico dei minori nei contesti educativi e sulla necessità di strumenti efficaci per monitorare i comportamenti del personale scolastico. Le indagini proseguono, mentre si attende di conoscere l’esito delle verifiche interne e dell’iter giudiziario.