In 36 a giudizio per mafia e traffico di droga nel Salento

L’indagine della Guardia di Finanza ha colpito un presunto gruppo criminale radicato tra Lecce e Brindisi, con ramificazioni nel traffico di stupefacenti e nel settore degli oli esausti

Saranno trentasei gli imputati che compariranno il prossimo 5 maggio davanti alla giudice Valeria Fedele, nell’aula bunker del carcere di Lecce, per l’udienza preliminare relativa all’inchiesta “Fuori Gioco”, che lo scorso settembre ha portato allo smantellamento di una presunta organizzazione mafiosa attiva tra le province di Lecce e Brindisi.

L’indagine, avviata dai militari del Gico della Guardia di Finanza, ha consentito di ricostruire le attività di un sodalizio che operava principalmente nei comuni di Torchiarolo, San Pietro Vernotico e San Donaci, in quella che gli investigatori ritengono essere una frangia della Sacra corona unita (Scu). Il gruppo avrebbe gestito una rete di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estendendo la propria influenza anche in ambiti meno tradizionali come il settore del gaming illegale e la raccolta degli oli esausti.

Le accuse nei confronti degli indagati sono pesanti: associazione di tipo mafioso, estorsione, traffico e spaccio di droga, illecita concorrenza con minaccia o violenza, e autoriciclaggio. Secondo quanto emerso dagli atti dell’inchiesta, il gruppo sarebbe stato in grado di imporre il proprio controllo sul territorio, utilizzando modalità tipiche delle organizzazioni mafiose, come l’intimidazione e l’infiltrazione nelle attività economiche locali.

Un ruolo cruciale, secondo gli inquirenti, sarebbe stato svolto anche nella gestione della filiera degli oli esausti, un comparto apparentemente marginale ma in realtà molto redditizio, in cui il sodalizio avrebbe cercato di eliminare la concorrenza attraverso minacce e pressioni, inserendosi nei circuiti di raccolta e smaltimento per riciclare denaro di provenienza illecita.

A poter costituirsi parte civile saranno sedici soggetti, tra privati cittadini e rappresentanti di enti, come indicato nel decreto di fissazione dell’udienza. Un passaggio rilevante, che segna l’avvio di un procedimento che potrebbe avere ricadute significative sul tessuto socioeconomico locale.

L’operazione, conclusasi con gli arresti del 27 settembre 2024, ha rappresentato un duro colpo per la criminalità organizzata salentina.

 

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