Maxi richiesta di risarcimento da quasi 60mila euro è stata presentata contro la società proprietaria della motonave Sider Rodi, con bandiera portoghese, ormeggiata nel porto di Gallipoli. La richiesta è partita a causa di una fuoriuscita di carburante dalla nave mercantile, che avrebbe inquinato le acque portuali danneggiando direttamente l’attività di dodici pescherecci locali.
Il danno economico e ambientale, secondo quanto riferito dai legali dei pescatori, è stato immediato e rilevante. Le barche, per diversi giorni, sono rimaste inutilizzabili, costrette all’inattività forzata a causa dei residui inquinanti. Le reti da pesca immerse in mare sono state recuperate completamente annerite, simili a pezzi di catrame, rendendole inutilizzabili per la pesca. L’episodio ha costretto tutti i proprietari dei pescherecci a sospendere le attività e a trasferire le imbarcazioni nei cantieri nautici per operazioni di pulizia e manutenzione straordinaria.
Immediatamente dopo lo sversamento, la Capitaneria di porto è intervenuta segnalando il rischio ambientale al ministero dell’Ambiente. Intorno alla motonave sono state quindi posizionate panne antinquinamento per limitare la diffusione delle sostanze nocive, che si mescolavano a residui già presenti in acqua, peggiorando lo stato del bacino portuale.
A quasi quattro mesi dall’incidente, i danneggiati hanno deciso di procedere formalmente con la richiesta risarcitoria nei confronti della società armatrice, con l’esplicito avvertimento che, in caso di mancata risposta o rifiuto, sarà interessata l’Autorità giudiziaria per l’apertura di un contenzioso legale. Il totale dei danni stimati comprende non solo la perdita dei giorni lavorativi ma anche i costi per la manutenzione straordinaria delle imbarcazioni e la sostituzione delle attrezzature contaminate.