Nel 47° anniversario della sua tragica scomparsa, Aldo Moro viene commemorato nella sua terra natale con un evento carico di significato, promosso dal Consiglio regionale della Puglia. Venerdì 9 maggio, a Lecce, si terrà l’incontro “La forza della speranza”, occasione per ricordare il pensiero politico e umano dello statista di Maglie, rapito e ucciso nel 1978 dalle Brigate Rosse.
L’iniziativa si svolgerà a Palazzo Adorno, in via Umberto I a Lecce, a partire dalle ore 9:30, con la deposizione di una corona d’alloro ai piedi della statua dedicata a Moro. A seguire, si aprirà un momento di confronto e approfondimento, pensato soprattutto per i giovani delle scuole pugliesi, chiamati a riflettere sull’attualità dell’eredità morale e politica lasciata dallo statista.
La cerimonia vedrà la partecipazione di rappresentanti istituzionali di primo piano, tra cui il prefetto di Lecce, Natalino Domenico Manno, la presidente del Consiglio regionale della Puglia, Loredana Capone, e il presidente della Provincia di Lecce, Stefano Minerva. Un momento pubblico che intende riaffermare il ruolo centrale della memoria nella costruzione di una società democratica.
Nel suo intervento, Loredana Capone ha sottolineato l’urgenza di recuperare i valori incarnati da Moro: «In un tempo di profonde trasformazioni, con guerre che destabilizzano gli equilibri mondiali e con leader che mettono in discussione i fondamenti della democrazia, l’esperienza politica e umana di Aldo Moro rappresenta una guida per le giovani generazioni». La presidente ha evidenziato come il politico pugliese attribuisse priorità alla condizione umana, alla visione del dialogo e al rispetto dell’altro, elementi oggi più che mai fondamentali per arginare il deterioramento del tessuto democratico.
Il coinvolgimento delle scuole pugliesi riveste un significato speciale: la cerimonia non è solo un atto celebrativo, ma una vera e propria lezione civica. L’obiettivo è stimolare nei ragazzi un senso di appartenenza, consapevolezza e partecipazione. Secondo Capone, è fondamentale che i giovani non si sentano abbandonati, ma riconoscano nella presenza delle Istituzioni un interlocutore pronto ad ascoltare e a sostenere il loro percorso di crescita.
Aldo Moro, figura centrale della storia politica italiana del secondo Novecento, ha lasciato un’impronta profonda nel tessuto istituzionale del Paese. Il suo pensiero resta ancora oggi un modello di equilibrio, dialogo e visione umanistica. L’iniziativa leccese, in questo senso, non è solo un tributo alla memoria, ma un invito a custodire e rinnovare quei valori democratici che hanno guidato il suo impegno politico.