La giunta comunale di Vernole, guidata dal sindaco Mauro De Carlo, ha deciso di accettare la proposta di Tap, la società che gestisce il gasdotto che collega l’Azerbaijan all’Italia attraverso la marina di San Foca, a Melendugno. Dopo mesi di trattative e confronti, è stato raggiunto un accordo che prevede un ristoro ambientale di 2,1 milioni di euro, destinati a progetti ambientali e sociali. La delibera, approvata ieri sera, segna la fine del contenzioso tra il Comune e la società.
Questo accordo è stato reso possibile anche grazie alla precedente intesa raggiunta con il Comune di Melendugno, che ha ottenuto una somma di 6 milioni di euro. L’accelerazione della trattativa con Vernole è stata influenzata dalle recenti novità del processo in corso a Lecce, dove la pubblica accusa ha chiesto l’assoluzione per i vertici di Tap in merito a sei dei sette capi d’accusa, con l’unica accusa residua relativa al presunto inquinamento della falda acquifera, il cui nesso causale non è stato però provato. In questo contesto, i Comuni hanno ritenuto più vantaggioso accettare il ristoro economico piuttosto che continuare a perseguire un’azione legale, che avrebbe rischiato di non portare a risultati concreti.
Il gasdotto e le opportunità future per i Comuni
Il gasdotto Tap, che trasporta gas metano dall’Azerbaijan all’Italia, ha una capacità iniziale di 10 miliardi di metri cubi all’anno, con possibilità di espansione fino a 20 miliardi di metri cubi. Il procedimento per l’autorizzazione dell’espansione è già in corso e, con l’aumento della capacità del gasdotto, potrebbero aprirsi nuove opportunità economiche per i Comuni di Melendugno e Vernole. Questi comuni potrebbero beneficiare di introiti aggiuntivi attraverso la mediazione della Regione Puglia, in un contesto in cui le trattative con Tap si sono evolute rapidamente.
Un anno fa, durante un tentativo di tavolo provinciale, Tap aveva offerto 10 milioni di euro alla provincia per compensazioni ambientali, ma con l’evoluzione del contenzioso processuale, l’offerta è stata ridimensionata. Vernole aveva inizialmente ricevuto una proposta di 4 milioni, ma il sindaco De Carlo aveva chiesto più tempo per trattare e cercare di ottenere una cifra più alta. Alla fine, l’accordo è stato raggiunto su una somma di 2,1 milioni di euro, che verrà utilizzata per migliorare la qualità ambientale e sociale del territorio.
Il processo in corso e le compensazioni per Lecce
La trattativa con Tap ha anche implicazioni per la città di Lecce, che sta cercando di ottenere compensazioni ambientali per l’impatto del gasdotto. La questione delle “compensazioni ambientali” è ancora in discussione, con Snam che gioca un ruolo cruciale nelle negoziazioni. Angelo Tondo, rappresentante del Comune di Lecce, ha espresso la volontà di fissare una cifra precisa prima di presentare eventuali progetti. Nonostante le difficoltà nelle trattative, Tondo ha dichiarato che non accetteranno “briciole”, e che, se necessario, faranno ricorso.
Anche i comuni limitrofi di Lizzanello, Martano e Castrì si trovano nella stessa situazione, avendo visto svanire le opportunità di ottenere compensazioni attraverso il fallito tavolo provinciale. La città di Lecce, in particolare, attende ora un incontro con i dirigenti di Snam, che dovrebbe avvenire dopo il termine del Giro d’Italia, per cercare di definire le modalità di compensazione più adeguate.