Chiusure anticipate sospese: il Tar di Lecce accoglie il ricorso dei commercianti

Il Tribunale Amministrativo Regionale sospende l'ordinanza del sindaco di Lecce, che imponeva restrizioni orarie per i locali di via Ascanio Grandi e via Maremonti

Tar

L’ordinanza che imponeva chiusure anticipate per i locali e i distributori automatici di via Ascanio Grandi e via Maremonti è stata sospesa dal Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) di Lecce. La decisione è stata presa al termine di un’udienza in camera di consiglio che si è svolta ieri, in cui è stato accolto il ricorso presentato dal gestore di un lounge bar di via Maremonti, assistito dall’avvocato Daniele Montinaro.

L’ordinanza del sindaco Poli Bortone aveva stabilito che, dal lunedì al giovedì, i locali pubblici e i distributori automatici situati nelle due vie dovessero chiudere tra le 23:00 e le 6:00, e tra il venerdì e la domenica, tra le 24:00 e le 6:00. L’ordinanza includeva anche il divieto di nuove concessioni di suolo pubblico per dehors, tavoli, sedie e ombrelloni in queste zone, nonché per le attività commerciali alimentari del centro storico, comprese le aree A1 e A2.

Il TAR di Lecce, presieduto dal giudice Enrico d’Arpe e con estensore Mariachiara Basurto, ha deciso di sospendere l’ordinanza in attesa di un’analisi più approfondita nel merito. I giudici hanno accolto la istanza cautelare, osservando che il Comune non può adottare una misura così restrittiva come quella imposta attraverso un’ordinanza contingibile e urgente per problematiche che non coinvolgono direttamente i proprietari dei locali. In pratica, il Comune avrebbe dovuto prima intervenire in modo più efficace sul territorio per prevenire i disordini, senza ricorrere a un provvedimento che penalizza indiscriminatamente i commercianti.

I giudici hanno sottolineato che l’ordinanza non rispecchia i criteri di urgenza previsti dalla legge, e che esistono altri strumenti per garantire la sicurezza pubblica. Un altro punto sollevato è stato il rischio di disparità di trattamento tra i commercianti, dato che le restrizioni non si applicavano a tutte le attività del centro storico, ma solo a quelle situate in specifiche vie.

La udienza pubblica di merito è stata fissata per il 13 gennaio 2026, quando il TAR avrà modo di esaminare in dettaglio la legittimità dell’ordinanza. Nel frattempo, il provvedimento del sindaco rimane sospeso, con le spese legali compensate.

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