Si è conclusa con un lieto fine la vicenda che ha tenuto con il fiato sospeso Collepasso e i comuni limitrofi. Donato Negro, 89 anni, è stato ritrovato vivo dopo essere scomparso nella mattinata di sabato 12 luglio. L’anziano si era allontanato dalla propria abitazione per raggiungere i terreni agricoli di famiglia, ma di lui si erano perse le tracce per oltre 48 ore.
La scomparsa era stata denunciata dalla figlia Laura, che si era immediatamente rivolta ai carabinieri e aveva condiviso un accorato appello sui social. Il messaggio aveva ottenuto una vasta eco nella comunità, spingendo decine di volontari e conoscenti a unirsi alle ricerche.
L’ultima segnalazione utile era arrivata nella stessa mattinata di sabato: Donato era stato visto intorno alle 9:50 a Ruffano, a bordo della sua caratteristica Ape car verde, con indosso una camicia a righe. La mancanza di un telefono cellulare aveva però ostacolato le operazioni, rendendo più complesse le attività di rintracciamento.
Una massiccia mobilitazione ha coinvolto le forze dell’ordine, i vigili del fuoco, la protezione civile e numerosi cittadini. Le ricerche sono proseguite senza sosta, anche nelle ore più calde, spingendosi fino alle aree rurali più isolate del Salento.
Nella giornata di lunedì 14 luglio è arrivata la svolta: Donato Negro è stato finalmente rintracciato e immediatamente assistito dai soccorritori. Le sue condizioni, seppur rese critiche da due giorni trascorsi all’aperto, non destano preoccupazioni. Sul luogo del ritrovamento sono giunti prontamente i sanitari del 118 e le forze dell’ordine, che hanno fornito i primi soccorsi e rassicurato i familiari.
Il ritrovamento ha suscitato un’ondata di sollievo e commozione, non solo nella cittadina di Collepasso, ma in tutta l’area salentina. Centinaia i messaggi di affetto e vicinanza giunti attraverso i social, dove la comunità aveva seguito passo dopo passo gli sviluppi della vicenda.
La vicenda ha messo in luce la forza del legame comunitario e la rapidità con cui, anche in situazioni critiche, cittadini e istituzioni riescono a coordinarsi per proteggere i più fragili. Un episodio che si è chiuso positivamente, ma che ha riacceso l’attenzione sulla vulnerabilità degli anziani, soprattutto in contesti rurali dove l’isolamento può rappresentare un serio rischio.