Nella notte tra il 22 e il 23 luglio 2025, una imbarcazione con a bordo 112 migranti è giunta sulle coste del Salento, precisamente a Santa Maria di Leuca, dopo un viaggio che ha visto l’arrivo di cittadini provenienti da diverse nazioni. Tra di loro, un sospetto scafista è stato identificato e ora è oggetto di indagini da parte delle forze dell’ordine.
Il natante, un veliero lungo circa 15 metri, è stato individuato dalla Capitaneria di Porto a circa 40 miglia dal Capo di Leuca. Dopo l’avvistamento, è intervenuta anche la sezione navale della Guardia di Finanza di Gallipoli, che ha scortato il veliero fino al porticciolo salentino. Al loro arrivo, i migranti sono stati accolti dalle forze dell’ordine, dai sanitari del 118, dalla Croce Rossa Italiana e dall’Usmaf per essere sottoposti alle prime cure.
La maggior parte dei migranti proviene da Afghanistan (81 persone) e Iran (30 persone), con un solo cittadino di Pakistan a bordo. Tra loro ci sono 60 uomini e 22 donne, insieme a 18 minorenni (tra cui anche 12 ragazzine), di cui alcuni non accompagnati. Una delle donne, in stato di gravidanza, è stata prontamente trasportata all’ospedale di Tricase per accertamenti medici, mentre altri bambini sono stati curati per crisi ipoglicemiche e traumi agli arti. Complessivamente, otto migranti sono stati ospedalizzati grazie all’intervento di cinque ambulanze.
Subito dopo i soccorsi, i migranti sono stati sottoposti alle operazioni di identificazione e successivamente trasferiti nel Centro di Prima Accoglienza “Don Tonino Bello” di Otranto, dove saranno assistiti nelle fasi successive. Nel frattempo, il veliero è stato sequestrato e le autorità competenti stanno cercando di fare chiarezza sulle modalità del viaggio e sulle responsabilità dietro l’organizzazione del traffico di esseri umani.
Le indagini, avviate dal pool interforze contro l’immigrazione clandestina della Procura della Repubblica di Lecce, mirano a individuare l’autore del viaggio, che potrebbe essere una delle persone a bordo, ritenuta un possibile scafista. Le forze dell’ordine, in collaborazione con i carabinieri e la polizia, sono al lavoro per identificare i responsabili e fermare la tratta.