Una diagnosi oncologica rappresenta uno spartiacque emotivo nella vita del paziente e dei suoi familiari. Non si tratta solo di affrontare una malattia complessa, ma anche di gestire l’impatto psicologico di un evento che cambia radicalmente le prospettive personali e familiari. È in questo contesto che trova spazio la psico-oncologia, una disciplina ancora poco conosciuta ma essenziale, nata dall’incontro tra medicina e psicologia, che si occupa del benessere emotivo e relazionale delle persone coinvolte nel percorso oncologico.
In occasione della Giornata Nazionale della Psico-Oncologia, il prossimo 19 settembre, si terrà a Lecce, nella Sala “Open Space” del Comune, l’evento dal titolo “Quarant’anni di Psico-Oncologia in Italia: Le sezioni regionali si raccontano”. Dalle 15:30 alle 19:30, i professionisti della sezione pugliese-lucana dell’associazione si confronteranno in un pomeriggio di incontri, laboratori e riflessioni. Un’occasione unica per conoscere più da vicino l’impatto concreto di questa specializzazione nella vita delle persone.
Lo psico-oncologo non sostituisce il medico oncologo, ma ne integra l’intervento, occupandosi delle emozioni, delle paure, dell’angoscia e dell’incertezza che accompagnano la diagnosi e la terapia. Il suo compito è delicato e centrale: aiutare pazienti e caregiver a costruire risposte emotive e comportamentali adeguate alle fasi più critiche della malattia, dalla diagnosi fino agli eventuali sviluppi negativi.
Il supporto psicologico non è rivolto solo ai malati, ma anche a chi li assiste ogni giorno, come familiari e caregiver. Questi ultimi, infatti, spesso affrontano un forte carico emotivo e decisionale che rischia di compromettere anche il loro benessere. La psico-oncologia propone strumenti per affrontare lo stress, per gestire la comunicazione con i medici, per scegliere consapevolmente le terapie e per sostenere l’intero nucleo familiare.
Nel corso dell’evento, i professionisti racconteranno esperienze maturate sul campo, illustrando come il loro lavoro abbia inciso positivamente nella qualità della vita di pazienti e famiglie. Saranno proposti anche momenti di laboratorio esperienziale, per coinvolgere attivamente il pubblico e far comprendere le tecniche utilizzate.
L’incontro si rivolge a un pubblico ampio: non solo psicologi interessati a specializzarsi in questo ambito, ma anche operatori sanitari, pazienti, familiari e cittadini desiderosi di conoscere un aspetto spesso trascurato nella cura oncologica. L’obiettivo dichiarato, come spiega la dott.ssa Maria Antonietta Berio, referente della manifestazione, è creare spazi di dialogo e condivisione tra i diversi protagonisti dell’assistenza sanitaria, stimolando il networking e lo scambio di buone pratiche.
In un’epoca in cui la medicina punta sempre più su tecnologia e iper-specializzazione, la psico-oncologia ci ricorda che ogni paziente è prima di tutto una persona, con emozioni e fragilità da accogliere e accompagnare. Diffondere questa consapevolezza è una sfida culturale, oltre che clinica, che coinvolge l’intera società.