Sequestrate strutture abusive in un’azienda agricola alle porte di Lecce

Interventi edilizi senza autorizzazione e scarichi non a norma: nei guai un’associazione sportiva di San Cataldo

Un’estesa operazione di controllo ambientale e urbanistico ha portato al sequestro di diverse strutture  in una zona rurale tra San Cataldo e Ciccorusso. A seguito di segnalazioni pervenute alla Centrale operativa dell’Arma, i Carabinieri Forestali del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Agroalimentare (NIPAAF), in collaborazione con il Nucleo Forestale di Lecce, l’Ufficio tecnico comunale e il Servizio veterinario dell’ASL, hanno effettuato un sopralluogo dettagliato all’interno di un’azienda agricola gestita da un’associazione sportiva dilettantistica.

Le verifiche hanno messo in luce una serie di irregolarità edilizie e ambientali. Tra queste, la realizzazione di tre piscine rivestite in pietra leccese, la collocazione stabile di un chiosco bar prefabbricato e la presenza di un’area pic-nic con parco giochi per bambini. Tali opere non solo sono risultate prive di autorizzazioni, ma sono anche state realizzate senza rispettare le prescrizioni contenute nel permesso di costruire originariamente concesso.

In particolare, l’azienda avrebbe dovuto ridurre il numero di box per cavalli, ma ha invece ampliato le strutture.

Gravi criticità sono emerse anche sul piano ambientale. I reflui provenienti dai servizi igienici venivano convogliati in una fossa scavata nella roccia, poi coperta con un solaio, in totale assenza di autorizzazione per lo scarico. Una situazione che ha fatto scattare l’immediato sequestro preventivo delle strutture da parte dei militari, a tutela della salute pubblica e dell’ambiente.

Ulteriore elemento aggravante è la collocazione dell’azienda in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico, in quanto compresa tra beni di notevole interesse pubblico e parzialmente ricadente nella fascia di rispetto di superfici boscate, come previsto dal Piano Paesaggistico Territoriale Regionale.

Nonostante le numerose irregolarità riscontrate, è stata garantita la continuità dell’allevamento degli animali, laddove non in contrasto con il sequestro delle strutture, per non compromettere il benessere dei cavalli attualmente ospitati nell’azienda.

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