Caregiver tra silenzi e responsabilità: a Gallipoli un evento per riflettere

Il 19 settembre il teatro Garibaldi ospita un incontro sul ruolo dei caregiver familiari, ispirato al cortometraggio vincitore “Gli ultimi giorni di pioggia”

Un confronto pubblico dedicato al ruolo dei caregiver familiari si svolgerà giovedì 19 settembre, alle ore 19, presso il teatro Garibaldi di Gallipoli. L’iniziativa, promossa dal Comune di Gallipoli, nasce dalla volontà di stimolare una riflessione collettiva partendo dal linguaggio del cinema, in particolare dal cortometraggio Gli ultimi giorni di pioggia, realizzato da GirasudFilm con la regia di Francesco Corchia e Andrea Cavalera.

Il film, premiato come miglior corto tematico al Basilicata Film Festival 2024, ha conquistato la critica grazie a un racconto intimo e visivamente potente. La narrazione si concentra sul rapporto tra un giovane figlio, interpretato da Paride Napolitano, e la madre anziana, impersonata da Maria Ausilia Maglione. La storia si svolge in una dimensione silenziosa, dove il gesto quotidiano sostituisce la parola, e la cura assume un valore universale.

L’opera cinematografica fa da spunto per un dibattito aperto, che intende portare alla luce il peso emotivo, sociale e personale di chi si prende cura di un familiare non autosufficiente. I caregiver, spesso invisibili agli occhi delle istituzioni, sono figure fondamentali all’interno di moltissime famiglie italiane. Rinunciano a carriera, studio e relazioni personali per dedicarsi completamente all’assistenza di un genitore malato o disabile, svolgendo un compito delicato e complesso, senza una rete di supporto adeguata.

Durante l’evento interverranno professionisti impegnati sul territorio: Valentina Romano, direttrice del Dipartimento Welfare della Regione Puglia, Ernesto Nuzzo, psicologo e psicoterapeuta responsabile del progetto di sostegno psicologico ai caregiver dell’ASL di Lecce, e Federica Piccinonno, assistente sociale del Comune di Gallipoli, che modererà l’incontro.

Il dibattito vuole offrire non solo una riflessione emotiva ma anche strumenti concreti e proposte operative per il riconoscimento e il sostegno di queste figure, ancora troppo spesso ignorate nel panorama delle politiche sociali.

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