Un esemplare di serpente del grano è stato recuperato nel pomeriggio di ieri in una zona residenziale alla periferia di Lecce, dopo essere stato notato mentre si aggirava tra le aree comuni di un condominio. L’avvistamento ha generato timori tra gli abitanti, che hanno prontamente allertato le autorità. Sul posto sono intervenute le guardie zoofile dell’Accademia Kronos di Lecce, che hanno catturato l’animale in sicurezza.
Il serpente identificato è un Pantherophis guttatus, noto come serpente del grano, una specie non velenosa originaria degli Stati Uniti sud-orientali. Spesso allevato come animale domestico per il suo temperamento mite e i colori vivaci, non è tuttavia adatto a vivere in libertà negli ecosistemi italiani.
Giuseppe Albanese, responsabile del nucleo di vigilanza zoofila intervenuto sul posto, ha precisato che l’intervento è stato eseguito con la massima cautela, nonostante l’assenza di un pericolo diretto per la popolazione: «Non si trattava di una specie pericolosa, ma era comunque fondamentale agire con professionalità. Il serpente del grano, pur non essendo autoctono né aggressivo, può avere un impatto negativo sull’ambiente locale, oltre a non essere in grado di sopravvivere a lungo in natura».
La presenza del rettile in un contesto urbano suggerisce una fuga accidentale da un’abitazione privata oppure un caso di abbandono. L’animale, infatti, non è tipico dell’ambiente salentino e non dovrebbe mai essere rilasciato in spazi non controllati. Le autorità invitano i proprietari di animali esotici a prestare attenzione e a non sottovalutare le conseguenze di una gestione poco attenta.
Dopo il recupero, il serpente è stato trasferito al CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) di Calimera, dove riceverà cure adeguate e verrà valutata la possibilità di un ricollocamento, presumibilmente in una struttura autorizzata o presso un nuovo affidatario.
La diffusione di specie esotiche in ambienti naturali non compatibili rappresenta un rischio per l’equilibrio ecologico. Anche se il serpente del grano non è pericoloso per l’uomo, la sua introduzione in habitat non originari può interferire con la fauna locale, creando squilibri ecologici difficili da prevedere.
Il caso ha suscitato attenzione non solo per l’allarme generato, ma anche per l’importanza crescente di sensibilizzare la cittadinanza sull’adozione responsabile di animali esotici. Le autorità continuano a monitorare situazioni analoghe e a promuovere campagne informative sulla tutela della fauna locale e sul corretto trattamento degli animali non autoctoni.