Protesta studentesca a lecce per gaza: occupata aula universitaria

Gli universitari salentini aderiscono alla mobilitazione nazionale dopo l’attacco alla Global Sumud Flotilla: presidio permanente, assemblee e collegamenti in diretta con la nave umanitaria.

Anche Lecce si unisce alle proteste studentesche in solidarietà con la Palestina, seguendo quanto accaduto in altre città italiane dopo l’attacco alla flottiglia umanitaria diretta a Gaza. Nella giornata di ieri, le sigle Udu Lecce e Sindacato Studentesco hanno annunciato l’occupazione di un’aula del campus Studium, situato nel cuore della città salentina, istituendo un’assemblea permanente per denunciare ciò che definiscono un genocidio in corso nei territori palestinesi.

La protesta si protrarrà fino alla mattinata del giorno successivo, in concomitanza con lo sciopero generale previsto su scala nazionale. L’azione, pacifica ma decisa, è stata organizzata in modo da creare un impatto simbolico, arrecando solo minimi disagi agli eventi programmati nell’ateneo, come gli open day destinati agli studenti delle scuole superiori. Durante la serata, gli occupanti hanno proposto attività di socialità aperte alla cittadinanza, favorendo la partecipazione anche di persone esterne all’università.

Uno dei momenti più significativi dell’iniziativa è stato il collegamento in diretta con la Global Sumud Flotilla, la nave salpata recentemente da Otranto, ora in navigazione nel Mediterraneo orientale, in prossimità di Creta. A bordo si trovano medici, infermieri e giornalisti, impegnati in una missione umanitaria diretta verso Gaza.

A rafforzare la posizione è intervenuto anche Ludovico Mordos, coordinatore del Sindacato Studentesco, che ha ricordato come già nei mesi scorsi il Senato Accademico dell’ateneo salentino avesse approvato una mozione che chiedeva l’interruzione dei rapporti con enti complici del conflitto in Medio Oriente.

L’occupazione rientra nel più ampio movimento di mobilitazione universitaria a livello nazionale e internazionale, che nelle ultime settimane ha visto crescere le azioni di protesta in numerosi atenei. Gli studenti chiedono che le istituzioni accademiche prendano posizione, abbandonando la neutralità e schierandosi apertamente per il cessate il fuoco e il rispetto dei diritti del popolo palestinese.

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