Il turismo in Puglia continua a crescere, rafforzando il suo ruolo strategico nell’economia regionale: nei primi otto mesi del 2025 si registra un aumento del 12% negli arrivi e del 10% nelle presenze rispetto allo stesso periodo del 2024. A renderlo noto sono i dati ufficiali presentati al TTG Travel Experience di Rimini, che fotografano una regione sempre più attrattiva, anche per il pubblico internazionale.
Con oltre 4 milioni e 823mila arrivi e più di 17 milioni e 447mila pernottamenti, il comparto turistico pugliese conferma il suo peso nel tessuto economico locale, rappresentando quasi il 15% del valore aggiunto regionale e l’11% degli addetti. Ma se la crescita è generalizzata, emergono anche alcune tendenze che pongono interrogativi sul futuro del settore, soprattutto in relazione alla sostenibilità dei flussi e alla forte concentrazione stagionale.
Stranieri protagonisti della crescita
Un dato particolarmente significativo riguarda i turisti stranieri, che ormai rappresentano il 43% del totale dei visitatori. Un incremento netto rispetto al 21,3% del 2015, che riflette la crescente capacità della Puglia di intercettare i mercati esteri, con risultati positivi sia in estate che nei mesi invernali. La componente internazionale si conferma quindi come principale traino della crescita, compensando anche il rallentamento del mercato domestico.
I turisti italiani, infatti, mostrano una crescita più contenuta: +4,7% da gennaio ad agosto, ma solo +2,6% a luglio e +3,5% ad agosto. Preoccupante il dato di giugno, che segna un calo del 3,5% rispetto al 2024. Una tendenza che potrebbe segnalare un’evoluzione nelle abitudini di viaggio dei connazionali o una maggiore concorrenza da parte di altre destinazioni.
Salento e Gargano, territori a due velocità
A livello territoriale, la provincia di Lecce si conferma prima per presenze assolute e seconda per numero di arrivi, dietro solo a quella di Bari. In particolare, nel Salento, si segnala un incremento del 10% nei pernottamenti e dell’11% negli arrivi, con alcune località che mostrano ritmi di crescita superiori alla media regionale.
Vieste si conferma la meta più scelta in termini assoluti, pur con un aumento contenuto (+2,6%). Bari balza al secondo posto grazie a un’importante espansione del mercato turistico urbano, mentre Ugento conquista la terza posizione con una crescita dell’8,7% e 885mila pernottamenti.
A seguire, Lecce registra 750mila presenze e una crescita a doppia cifra (+11,7%), consolidando il suo ruolo tra le destinazioni culturali e artistiche più apprezzate. Bene anche Gallipoli, Otranto e Melendugno, mentre Porto Cesareo, nonostante la sua storica popolarità, cresce meno del 2%.
Il nodo della stagionalità
Nonostante i dati positivi, il tasso di stagionalità resta un problema strutturale. I mesi di luglio e agosto concentrano il 61% delle presenze totali e il 49% degli arrivi, segnalando una forte dipendenza dal periodo estivo. Una criticità che pone il tema della sostenibilità dei flussi, soprattutto nelle aree più esposte al rischio di overtourism, come alcune località salentine.
Il successo della Puglia, dunque, è indiscutibile, ma il futuro del comparto passa da scelte strategiche capaci di destagionalizzare l’offerta, migliorare l’accoglienza nei periodi di bassa stagione e riequilibrare i flussi turistici tra le varie province.