Un dialogo tra passato e presente ha animato l’incontro “Salento dei Due Mari: crocevia di popoli e migrazioni”, tenutosi a Cocumola presso “Li Rocci”. L’evento ha messo al centro il valore storico e culturale delle migrazioni nel territorio salentino, evidenziando le interconnessioni tra le civiltà che nei secoli hanno attraversato questa terra.
La serata si è aperta con il saluto istituzionale della Pro Loco Minerva, rappresentata dalla presidente Antonella Urso, che ha sottolineato l’importanza di coinvolgere la comunità in un processo di riscoperta delle radici locali. Il workshop, moderato dalla dottoressa Rosalba Specchia, ha visto la partecipazione di esperti provenienti da diversi ambiti, offrendo un confronto multidisciplinare sulle trasformazioni identitarie e culturali del territorio.
A prendere la parola per primo è stato Francesco Massimiliano Rausa, presidente del GAL Porta a Levante, che ha evidenziato come il Salento, geograficamente situato tra due mari, rappresenti un naturale punto di incontro tra Oriente e Occidente, con un potenziale ancora in parte inesplorato per lo sviluppo sostenibile e culturale delle comunità locali.
Ha fatto seguito l’intervento dello storico Mario Matera, che ha fornito una ricostruzione dettagliata delle principali rotte migratorie che hanno interessato l’area salentina, dal periodo bizantino fino all’età contemporanea. Matera ha posto l’accento su come il movimento dei popoli abbia contribuito a plasmare l’identità salentina, rendendola un mosaico di lingue, riti e tradizioni.
A completare il quadro, la nutrizionista Maria Alessia Antonino ha offerto uno sguardo originale sul legame tra cultura alimentare e processi migratori, spiegando come le abitudini culinarie locali siano il frutto di contaminazioni millenarie, ancora oggi visibili nella dieta e nello stile di vita della popolazione.
Il workshop ha rappresentato un’occasione significativa per riflettere sulla storia del Salento come terra di passaggi e accoglienza, capace di trasformare ogni incontro in una nuova possibilità di crescita. L’evento ha posto l’attenzione sul valore della memoria e della consapevolezza culturale, strumenti indispensabili per affrontare le sfide del presente e del futuro con radici solide e sguardo aperto.