Assolto il 23enne accusato di tentato omicidio: “si difese dall’aggressione”

Il Tribunale di Lecce ha ribaltato l’impianto accusatorio: non fu lui ad attaccare

Assoluzione piena per un 23enne originario del Gambia, accusato di tentato omicidio e porto abusivo d’arma . L’uomo, che rischiava fino a sette anni di carcere, è stato scagionato con la formula “perché il fatto non costituisce reato”, al termine di un dibattimento dinanzi alla Prima sezione penale collegiale del Tribunale di Lecce.

Secondo l’accusa, il giovane aveva accoltellato un 49enne di Aradeo, provocandogli ferite gravi al torace e una lesione al polmone. Il 16 marzo scorso, il giovane all’epoca senza fissa dimora, si sarebbe avvicinato a una proprietà privata per cercare un luogo dove riposarsi. Il proprietario dell’abitazione, secondo la versione dell’accusa, si sarebbe opposto con forza, dando origine a una lite violenta.

Durante la colluttazione, l’uomo di 49 anni sarebbe stato colpito con due coltellate al fianco destro. Trasportato d’urgenza in ospedale, fu sottoposto a un intervento chirurgico. Nel frattempo, il 23enne venne fermato dai carabinieri anche grazie all’intervento di un cittadino, e successivamente arrestato. La giudice per le indagini preliminari Giulia Proto dispose per lui il giudizio immediato.

Tuttavia, l’esito processuale ha preso una piega completamente diversa. Nel corso del dibattimento, la difesa del giovane ha smontato l’impianto accusatorio, sostenendo che non fosse stato l’imputato a impugnare per primo il coltello da cucina (lama da 23 cm), bensì proprio l’uomo ferito.

La ricostruzione difensiva si è basata sul principio della legittima difesa. Il 23enne ha raccontato in aula di essere stato aggredito e di aver cercato di disarmare l’aggressore. Nel tentativo di sottrarre l’arma, avrebbe riportato ferite da taglio al collo e a un dito, mostrando le cicatrici in aula. La ferita al 49enne, quindi, sarebbe stata accidentale, provocata durante la colluttazione.

Il Tribunale, presieduto da Fabrizio Malagnino, ha accolto la tesi difensiva e ha assolto il giovane straniero. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni, ma l’esito fa intuire che i giudici abbiano ritenuto credibile la ricostruzione offerta dalla difesa, almeno negli elementi determinanti.

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