Due sottufficiali della Marina a processo per presunte molestie nei confronti di una collega

La giovane militare avrebbe subito aggressioni e pressioni psicologiche durante il servizio: il processo inizierà a febbraio

Inizierà a febbraio il processo contro due sottufficiali della Marina Militare, accusati di presunte molestie sessuali nei confronti di una volontaria in ferma prefissata. La vicenda, che ha avuto luogo tra il 2020 e il 2022 all’interno dell’Ufficio circondariale marittimo di Otranto, è stata al centro di una lunga fase preliminare conclusa con la decisione della giudice Valeria Fedele di disporre il rinvio a giudizio, nonostante la Procura avesse chiesto l’archiviazione per due volte.

Secondo quanto emerso dagli atti, la presunta vittima, una giovane militare residente in un comune del Salento, avrebbe subito apprezzamenti e molestie fin dall’inizio della sua esperienza in Capitaneria, degenerati progressivamente in comportamenti più gravi. I due imputati, all’epoca dei fatti in servizio nella stessa sede operativa della ragazza, avrebbero approfittato di situazioni di isolamento per compiere atti indesiderati.

In particolare, uno dei due sarebbe stato solito chiudere la porta dell’ufficio durante i turni condivisi per restare da solo con la collega e molestarla fisicamente. Dal racconto della donna, il secondo uomo, avrebbe tenuto un atteggiamento ancora più invasivo, soprattutto durante i turni in sala operativa, anche notturni, utilizzando scuse come quella di un massaggio per avvicinarsi in modo inopportuno.

Alcune colleghe, consapevoli della situazione, avrebbero cercato di non lasciare mai sola la volontaria durante i turni più delicati, specialmente la sera e la notte. Tuttavia, nel luglio del 2022, la donna ha cominciato a manifestare forti disagi psicofisici legati allo stress accumulato: attacchi di panico, problemi gastrointestinali e difficoltà a tornare in servizio hanno segnato la fine della sua esperienza militare.

Il pubblico ministero Luigi Mastroniani aveva inizialmente chiesto l’archiviazione del procedimento, rilevando presunte incoerenze nelle dichiarazioni della ragazza e mettendo in dubbio la correlazione tra le sue assenze dal servizio e le molestie subite. Tuttavia, dopo un’ulteriore valutazione disposta dal giudice Angelo Zizzari, è stato deciso di procedere con l’imputazione coatta per violenza sessuale aggravata dal contesto lavorativo.

Secondo l’ordinanza firmata dal giudice per le indagini preliminari, gli atti denunciati “possono senza ombra di dubbio essere qualificati come atti sessuali privi del consenso della vittima”. La credibilità della giovane è stata ritenuta piena, supportata da dichiarazioni coerenti e dalla testimonianza della madre e di due colleghe, sentite a sommarie informazioni.

 

Due sottufficiali a processo per violenza sessuale ad Otranto

 

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