Nel processo legato all’inchiesta Unfinished work, che riguarda i lavori mai terminati nel poliambulatorio di Martano, il pubblico ministero Alessandro Prontera ha chiesto condanne pesanti per cinque dei sei imputati. L’indagine, partita nel 2017 grazie alla Guardia di Finanza di Otranto, ha rilevato un danno economico allo Stato di oltre 3 milioni e 250 mila euro, causato dal mancato rispetto dei tempi contrattuali e da gravi problemi strutturali nell’edificio.
Durante la sua requisitoria, il PM ha dovuto tenere conto della prescrizione di alcuni reati (cioè non più punibili per decorso del tempo), e dell’abrogazione del reato di abuso d’ufficio. Nonostante questo, ha comunque richiesto pene severe per i principali responsabili del progetto.
La prossima tappa del processo è fissata per il 12 gennaio, quando parleranno i difensori degli imputati. Dopo, la seconda sezione del Tribunale di Lecce, presieduta dal giudice Pietro Baffa, si riunirà per decidere la sentenza.
Le indagini erano iniziate perché il poliambulatorio, che doveva ospitare servizi sanitari come guardia medica, 118, Sert e dialisi, non era mai stato aperto. Eppure, la Asl di Lecce aveva ottenuto 4 milioni di euro di fondi pubblici per ampliare la struttura, con un appalto assegnato all’associazione di imprese “Edilmat srl” il 22 novembre 2011.
Nonostante ciò, i lavori risultavano incompleti anche se era stata firmata una certificazione di fine lavori nel 2015 e un collaudo statico nel 2017. Secondo gli inquirenti, questi documenti — inclusa una perizia tecnica redatta in seguito — non erano veritieri. I sopralluoghi hanno mostrato che diverse aree dell’edificio erano ancora grezze, con impianti elettrici non ultimati, infiltrazioni d’acqua e mancanza di rifiniture come porte e pavimenti.
Inoltre, un controllo dei Vigili del Fuoco ha rilevato gravi irregolarità in materia di sicurezza antincendio, tra cui l’assenza di porte tagliafuoco. Tutti questi elementi hanno portato a diverse accuse penali: peculato, frode nelle forniture pubbliche e falsificazione di atti pubblici, sia materiale che ideologica, da parte di pubblici ufficiali.