Avrebbe costretto la moglie a vivere in un clima di continue umiliazioni, insulti e privazioni, e violenza fisica. Un ex dirigente medico in pensione dell’Azienda, è stato rinviato a giudizio con le accuse di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. L’inizio del processo è fissato per il 2 febbraio 2026, davanti alla seconda sezione collegiale del tribunale di Lecce.
L’indagine è partita dopo una denuncia presentata dalla donna, 31 anni più giovane, in seguito a un grave episodio avvenuto il 14 agosto 2024. Quel giorno, secondo quanto riferito dalla vittima, sarebbe stata picchiata in casa, riportando contusioni e lesioni giudicate guaribili in otto giorni. Dopo essere stata medicata e dimessa dall’ospedale, la donna ha sporto denuncia presso la caserma dei carabinieri, rivelando anni di abusi psicologici, restrizioni e isolamento sociale.
Nel corso dell’audizione, la vittima ha descritto la convivenza con il marito come un inferno quotidiano. Ha raccontato che l’uomo le impediva di usare gli elettrodomestici, costringendola a lavare i vestiti a mano, e che le veniva vietato di uscire di casa o mantenere rapporti sociali. Inoltre, le sarebbe stato negato l’accesso al denaro, rendendole impossibile anche affrontare le spese domestiche più basilari. Agli insulti verbali si sarebbero affiancati atti di umiliazione e controllo, che, secondo quanto sostenuto dalla donna, sarebbero stati ricorrenti durante l’arco degli ultimi tre anni di matrimonio.
L’accusato avrà modo di rispondere alle accuse nel corso del procedimento giudiziario, durante il quale saranno ascoltati testimoni e presentati documenti probatori. La moglie, che nel frattempo ha iniziato le pratiche di divorzio, sarà parte attiva nel processo assistita dal suo legale, l’avvocato Mauro Donno.