A pochi giorni dalle consultazioni elettorali, la Commissione parlamentare antimafia ha pubblicato l’elenco dei cosiddetti “impresentabili”, ovvero i candidati in violazione del codice di autoregolamentazione sottoscritto dalle forze politiche. Tra i sedici nomi indicati, spicca quello di Paride Mazzotta, figura nota nel panorama politico salentino e pugliese, candidato nella lista Fi-Berlusconi-Partito Popolare Europeo-Lobuono Presidente.
Il lavoro della Commissione, presieduta da Chiara Colosimo, ha interessato i candidati alle elezioni regionali e comunali, con l’obiettivo di verificare eventuali incongruenze tra i profili in corsa e i criteri etici e legali stabiliti dal codice. In totale, sono quattro i candidati pugliesi ritenuti in contrasto con i principi del documento sottoscritto dalle forze politiche, insieme a quattro nomi provenienti dalla Campania. Il Veneto, invece, non ha registrato alcun caso.
Oltre a Paride Mazzotta, figurano nell’elenco degli impresentabili anche Antonio Ruggiero, Pasquale Luperti e Marcello Cocco. I primi tre sono tutti candidati all’interno della coalizione di centrodestra che sostiene la candidatura di Lobuono alla presidenza della Regione Puglia, mentre Cocco corre per Alleanza Civica per la Puglia.
Gli altri candidati giudicati non conformi provengono da tre comuni impegnati nel rinnovo delle proprie amministrazioni: Caivano, in provincia di Napoli, Capistrano nel Vibonese, e Monteforte Irpino, in provincia di Avellino.
Il codice di autoregolamentazione a cui fa riferimento la Commissione è un documento sottoscritto dalle forze politiche per escludere dalle candidature soggetti coinvolti in procedimenti giudiziari, anche non ancora giunti a sentenza definitiva, o legati a vicende giudiziarie gravi e incompatibili con ruoli istituzionali. L’adesione al codice non è obbligatoria, ma costituisce un impegno morale che mira a tutelare la legalità e la trasparenza del processo democratico.
La segnalazione di Paride Mazzotta ha suscitato particolare attenzione, trattandosi di un nome di rilievo nel centrodestra pugliese. Pur non essendo automaticamente esclusi dalla competizione elettorale, gli impresentabili rappresentano un problema politico e d’immagine per le liste di appartenenza, specialmente in un contesto in cui l’opinione pubblica è sempre più sensibile al tema della legalità.
Resta ora da capire se le formazioni politiche coinvolte decideranno di prendere posizione pubblica nei confronti dei candidati segnalati, oppure se si limiteranno a proseguire la campagna elettorale senza interventi formali.