Raccolta rifiuti a Lecce, Salvemini attacca Poli Bortone sulle proroghe del servizio

L’ex sindaco accusa l’amministrazione di aver agito in modo opposto alle denunce del 2024: allora chiedeva l’intervento del Prefetto contro la proroga, oggi firma ordinanze fino al 2026

Ancora tensione sul servizio di raccolta dei rifiuti a Lecce. L’ex sindaco Carlo Salvemini critica duramente la scelta dell’attuale prima cittadina, Adriana Poli Bortone, di prorogare il servizio fino al 30 giugno 2026 attraverso due successive ordinanze.

Le origini della vicenda
La polemica affonda le radici nell’aprile 2024, quando Poli Bortone, all’epoca all’opposizione, aveva contestato la legittimità della proroga del servizio in attesa del nuovo bando, parlando di possibili violazioni dei principi di concorrenza e sollecitando l’intervento del Prefetto.

A distanza di un anno, Salvemini sottolinea come la stessa amministrazione abbia continuato a gestire il servizio attraverso ordinanze contingibili e urgenti, evidenziando quella che definisce una contraddizione tra le accuse di ieri e le scelte adottate oggi.

Il post di Salvemini
Nel suo intervento, l’ex sindaco ricorda le parole usate da Poli Bortone nel 2024, quando chiedeva la revoca in autotutela degli atti e metteva in dubbio la loro legittimità, parlando di contrasti con i principi di concorrenzialità nell’affidamento dei servizi pubblici e lamentando opacità nell’azione di governo.

Secondo Salvemini, però, alla scadenza della proroga annuale nell’aprile 2025, la situazione si è capovolta: è stata proprio Poli Bortone a firmare due ordinanze contingibili e urgenti di ulteriore proroga, la prima da aprile a novembre 2025 e la seconda, firmata ieri, fino al 30 giugno 2026. Un anno di amministrazione che, a suo dire, sarebbe stato “sprecato” anche su questo fronte.

L’ex sindaco definisce così le contestazioni di allora una “polemica spazzatura”, paragonandole alla questione – da lui ritenuta infondata – dell’aumento della TARI. E chiude con una stoccata: si chiede ironicamente se sia già stato fissato un incontro col Prefetto per chiedere l’annullamento degli atti firmati dalla stessa amministrazione oggi al governo della città.

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