Cresce la tensione attorno all’autovelox posizionato lungo la Tangenziale Est di Lecce. Sono già venti i ricorsi accolti dal giudice di pace a favore degli automobilisti, con le multe annullate a causa dell’assenza di omologazione dell’impianto, come stabilito in più occasioni dalla Corte di Cassazione. Secondo i giudici, l’autorizzazione ministeriale non può essere equiparata a un’omologazione vera e propria, rendendo giuridicamente invalide le sanzioni.
Ma la mancanza di omologazione non è l’unico punto critico. Al centro della contestazione figura anche l’assenza di una segnaletica chiara lungo il tratto interessato. Secondo Montinari (autore della denuncia), questo deficit informativo può indurre in errore soprattutto i non residenti, che, affidandosi ai dispositivi di navigazione, potrebbero ritenere valido il limite di 110 km/h tipico delle superstrade. L’unico segnale di limite appare soltanto in prossimità dell’autovelox, all’altezza del cosiddetto “pizzardone”, troppo tardi per un’adeguata prevenzione.
L’accento cade anche sullo stato generale dell’infrastruttura stradale, erbacce, la presenza di brecciolino ai margini della carreggiata e un manto stradale in condizioni precarie. Tutti elementi che, mettono in discussione l’effettivo valore degli autovelox in termini di sicurezza stradale.
Il suo appello si basa anche su due recenti sentenze: una stabilisce l’obbligo di segnalare il limite almeno un chilometro prima dell’impianto e ripetere il segnale dopo ogni incrocio,l’assenza della segnalazione, evidenzia l’illegittimità dei verbali emessi sulla base di dispositivi privi di omologazione, ventilando persino l’ipotesi di falso ideologico se nei verbali viene attestata un’omologazione mai ottenuta.
Alla luce di questi sviluppi, Montinari sollecita il Comune a cambiare rotta: prima sistemare la segnaletica e garantire condizioni stradali adeguate, poi procedere con l’uso degli strumenti di rilevamento. Una posizione che trova eco crescente nel dibattito cittadino, alimentato dai continui ricorsi vinti contro il Comune. Se non si interverrà in modo rapido e risolutivo, il numero delle sanzioni annullate potrebbe continuare a salire, aggravando ulteriormente la posizione dell’amministrazione.