Ancora un’aggressione nel carcere di Lecce, la denuncia del sindacato Spp

Un assistente capo coordinatore della polizia penitenziaria è stato aggredito con un bastone nel reparto C2, dove nei giorni scorsi era scoppiata una rivolta

polizia penitenziaria

Un assistente capo coordinatore della polizia penitenziaria è stato aggredito con un bastone nel reparto C2 del carcere di Lecce. Lo stesso reparto dove nei giorni prima era scoppiata la rivolta dei detenuti, con il ferimento di due agenti.

A denunciare questa ennesima aggressione è il segretario regionale del sindacato Spp, Ruggiero Damato, che lancia un allarme sui casi di violenze insubordinazione che continuano a verificarsi a spese del personale che lavora nel carcere in condizioni di carenza organica di personale e dovendo fronteggiare un’emergenza aggravata dal sovraffollamento di detenuti.

“Alle continue aggressioni nei confronti della polizia penitenziaria –  denuncia Damato – fa riscontro un immobilismo sanzionatorio che riteniamo non sia in linea con le reali esigenze di un penitenziario così complesso, essendo il più grande penitenziario della Regione Puglia e del sud Italia ridotto a un vero e proprio carcere colabrodo, nel senso metaforico della parola perché fa acqua da tutte le parti e quindi è un vero inferno per le donne e gli uomini della polizia penitenziaria, lasciata in balia dei facinorosi, che per fortuna è una parte minoritaria della popolazione detenuta”.

Il segretario pugliese del sindacato Spp chiede alle istituzioni competenti un immediato intervento degli organi dipartimentali e regionali per ristabilire ordine e sicurezza nel penitenziario, iniziando da un immediato sfollamento di almeno 200/250 detenuti, poiché “è disumano e degradante custodire persone con la limitazione della libertà, letteralmente stipati, con un sovraffollamento che va oltre il 160 percento”.

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