Le dichiarazioni rilasciate da Rino Tramacere al Corriere della Sera hanno riacceso l’attenzione sulla vicenda della figlia Tatiana. Il padre ha raccontato il momento in cui l’hanno riportata a casa, descrivendo le sue condizioni fisiche: «Era sofferente e smagrita. Non si reggeva in piedi», spiegando che la giovane si mantiene in un silenzio quasi totale e non riesce ancora a interagire con la famiglia. Ha aggiunto: «Non riusciva neppure a reggersi in piedi… Abbiamo dovuto sorreggerla», e si è domandato come fosse possibile trovarla in quello stato: «Non riusciamo a comprendere perché era ridotta così».
Alle sue affermazioni ha risposto l’avvocato di Dragos Ioan Gheormescu, Angelo Greco, che ha ribadito la versione del suo assistito e preso le distanze da qualsiasi ipotesi negativa: «Non c’è stato nessun maltrattamento o altro… E l’allontanamento, volontario, era frutto della volontà della ragazza». Il legale ha inoltre sottolineato che, secondo gli inquirenti, non erano emerse condizioni riconducibili a un sequestro e che l’eventuale debilitazione sarebbe da collegare a un periodo di forte stress.
Il contrasto tra i due interventi, pubblici e circostanziati, mantiene il caso al centro dell’attenzione. Mentre Tatiana continua a non parlare, restano solo le ricostruzioni dei familiari e la posizione della difesa, due prospettive che raccontano momenti diversi degli stessi undici giorni di assenza.